L’attività di “Piccolissimi” si dedica a bambini in età precoce che presentano i tipici segnali di disturbi autistici e del neurosviluppo, intervenendo con la proposta di attività e trattamenti specifici su base cognitivo comportamentale e sviluppando programmi di intervento individualizzati associati ad un sostegno psicologico individuale e/o della coppia genitoriale.
Operano nella nostra équipe, coordinatore pedagogico, Psicologo, Logopedista, educatori specializzati
Cos’è l’autismo e chi colpisce
L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.
I sintomi di autismo in genere vengono riconosciuti nel secondo anno di vita (12-24 mesi di età), ma possono essere osservati segnali di autismo prima dei 12 mesi se il ritardo dello sviluppo è grave o dopo i 24 mesi se i sintomi di autismo sono attenuati. Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornire una definizione clinica coerente e unitaria, è stata recentemente introdotta la terminologia “Disturbi dello Spettro Autistico” (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), comprendendo tutta una serie di patologie o sindromi aventi come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi o livelli di intensità.
Le stime italiane riportano che ci sia almeno una persona all’interno dello spettro autistico ogni cento. L’autismo è più comune fra i maschi e, secondo le attuali conoscenze, è presente in tutti i paesi del mondo.

Le principali cause dell’autismo infantile:

L’autismo non ha una singola causa: molteplici geni e fattori ambientali, come virus o sostanze chimiche, possono contribuire a determinare il disturbo autistico.
Attualmente le cause di tale manifestazione sono divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.
Ad oggi, non esistono test genetici in grado di diagnosticare la predisposizione ad un disturbo dello spettro autistico, né esistono altri marker organici in grado di consentire una diagnosi di autismo. Al momento attuale, la diagnosi può essere fatta o esclusa solo in base alla presenza o alla assenza dei sintomi comportamentali.
Gli studiosi in materia hanno evidenziato 4 cause di ASD Primario:
-Mutazioni genetiche (familiarità)
-Possibile esposizione del feto durante la gravidanza a fattori chimici o ambientali che possono portare a formazione di ASD (infezioni, inquinamento dell’atmosfera, pesticidi)
-Problemi di natura neurologica che favoriscono lo sviluppo di sintomi di ASD (probabilmente è lo stesso motivo che porta questi bambini a compiere movimenti e azioni ripetitivi)
-Fattori psicologici: Teoria della Mente (TOM) scarsamente sviluppata.

I sintomi e la diagnosi dell’autismo infantile:

Attualmente l’autismo viene definito come una condizione organica causata da una concomitanza di fattori di rischio genetici e ambientali, presente fin dalla prima infanzia e la diagnosi viene fatta sulla base di criteri comportamentali. Nel fare diagnosi di autismo è importante realizzare una valutazione completa, che fornisca un quadro esaustivo delle condizioni del bambino.
Le valutazioni che devono essere effettuate in questo senso sono:
Valutazione diagnostica: attraverso strumenti specifici, è possibile valutare la presenza o meno dei sintomi necessari ad apporre la diagnosi;
Valutazione funzionale: consente di conoscere i punti di forza e le difficoltà del bambino e di tarare l’intervento sulle sue necessità specifiche;
Valutazione normativa: ha lo scopo di analizzare il livello intellettivo del bambino (QI), in base al confronto con i valori medi del gruppo dei pari.
Lo spettro autistico secondo il DSM 5 è caratterizzato principalmente da sintomi relativi alle aree della comunicazione e interazione sociale:
Difficoltà nella reciprocità socio-emotiva: presenza di un approccio sociale anomalo e difficoltà nel sostenere e mantenere una conversazione con l’altro; ridotta condivisione di interessi e emozioni; incapacità o difficoltà nello sviluppare un’interazione con i coetanei adeguata al livello di sviluppo.
Deficit dei comportamenti comunicativi non verbali usati per l’interazione sociale: anomalie del contatto visivo (mancanza di sguardo diretto), delle espressioni facciali, delle posture corporee, e della comprensione o uso dei gesti che regolano l’interazione con l’altro.
Difficoltà nello sviluppo e mantenimento di relazioni appropriate al livello di sviluppo: difficoltà ad adattare il comportamento in funzione dei vari contesti sociali, difficoltà nello sviluppo e condivisione di un gioco di immaginazione, mancanza di interesse verso i coetanei, particolarità nel gioco e difficoltà a condividere il significato del gioco simbolico e a fare giochi sociali con gli altri bambini.
A tutte le età potrebbero essere presenti comportamenti ripetitivi e routine:
Presenza di routine o rituali che vengono messi in atto in maniera rigida: vi può essere disagio di fronte ai cambiamenti, difficoltà nelle fasi di transizione da un luogo ad un altro o da un’attività all’altra, necessità di percorrere la stessa strada, mangiare lo stesso cibo ogni giorno.
Movimenti, uso degli oggetti o linguaggio ripetitivo o stereotipato: es. stereotipie motorie come sfarfallio, mettere in fila gli oggetti, frasi peculiari, ripetitive e ecolaliche.
Interessi particolari: presenza di interessi assorbenti e ristretti, che risultano particolarmente anormali per intensità e focus che il bambino gli riserva.
Particolarità sensoriali: iper o iporeattività in risposta a stimoli sensoriali (visivi, uditivi, tattili, gustativi) o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente (ad esempio annusare oggetti, guardare gli oggetti di lato, interesse verso particolari luci o suoni o movimenti, avversione verso particolari sensazioni tattili).

Ad oggi risulta sempre più importante identificare precocemente i sintomi dell’autismo, in modo da agire sui processi di sviluppo in fase di formazione. Le ricerche attuali supportano l’importanza della diagnosi precoce (intorno ai 18 mesi) ai fini di ottenere risultati migliori nell’intervento.

Come si può trattare l’autismo infantile:

Non è possibile individuare un intervento esclusivo e specifico per tutte le persone affette da autismo a causa della variabilità e complessità dei sintomi. Il percorso terapeutico deve evolversi e modificarsi in funzione dell’evoluzione e dei cambiamenti, in itinere, del disturbo.

Solitamente il percorso prevede:

-Parent training
Con l’obiettivo di aiutare le famiglie a interagire con i loro figli, promuovere lo sviluppo e l’incremento della soddisfazione dei genitori, del loro empowerment e benessere emotivo.

-Terapia Cognitivo-Comportamentale
La Terapia Cognitivo-Comportamentale è stata individuata come la prima scelta per la maggior parte dei disturbi psichiatrici dalle Linee Guida Autismo redatte dall’Istituto Superiore di Sanità (2011) e dalle linee guida (Practice Guidelines) stilate dall’American Psychiatric Association (APA) secondo l’Evidence Based Medicine

Trattamento farmacologico (in rari casi)

Ad oggi gli interventi psicoeducativi per i disturbi dello spettro autistico, validati da evidenze empiriche e di letteratura, fanno riferimento a una cornice teorica di stampo cognitivo-comportamentale, finalizzati a modificare il comportamento generale per renderlo funzionale ai compiti della vita di ogni giorno (alimentazione, igiene personale, capacità di vestirsi) e tentano di ridurre i comportamenti disfunzionali